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	<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 21:14:34 +0000</pubDate>
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		<title>E&#8217; morto José Saramago</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 21:12:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da Il Manifesto 18/06/2010
Lo scrittore portoghese José Saramago è morto oggi nella sua casa di Tìas, a Lanzarote (isole Canarie), all&#8217;età di 87 anni. Figlio di un povero contadino del Ribatejo, era nato in un paesino a cento chilometri da Lisbona e la povertà rappresentò la sua principale formazione; tra fame e carestie la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da Il Manifesto 18/06/2010</p>
<p><a href="http://rifondazionecomunista.org.uk/wp-content/uploads/2010/06/saramago.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-858" title="saramago" src="http://rifondazionecomunista.org.uk/wp-content/uploads/2010/06/saramago.jpg" alt="saramago" width="130" height="127" /></a>Lo scrittore portoghese José Saramago è morto oggi nella sua casa di Tìas, a Lanzarote (isole Canarie), all&#8217;età di 87 anni. Figlio di un povero contadino del Ribatejo, era nato in un paesino a cento chilometri da Lisbona e la povertà rappresentò la sua principale formazione; tra fame e carestie la sua famiglia si trasferì presto nella capitale senza migliorare molto le proprie condizioni; costretto ad abbandonare la scuola per lavorare e aiutare la famiglia, Saramago passò da un mestiere all&#8217;altro per diversi anni. Nel 1947 pubblicò il suo primo romanzo, cui seguirono tanti altri, senza peraltro mai interrompere la sua ricerca poetica né il lavoro di giornalista e di critico letterario, che lo ha appassionato per tutta la vita. Nel 1969, in pieno regime salazarista, si iscrisse al Partito comunista, sfuggendo alle maglie della polizia politica. Nel 1998 gli venne attribuito il premio Nobel per la letteratura.<br />
Moltissime le sue opere di grande successo, da &#8220;Memoriale del convento&#8221; al &#8220;Vangelo secondo Gesù&#8221;, che gli procurò forti ostilità nel cattolicissimo Portogallo spingendolo ad emigrare: d&#8217;altra parte il suo rapporto con la religione (non solo cattolica) è stato sempre molto conflittuale e critico. In uno dei suoi lavori più recenti, &#8220;Caino&#8221;, definì il dio della Bibbia &#8220;vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia&#8221;; così come Saramago non ha risparmiato critiche alla politica israeliana e all&#8217;atteggiamento degli ebrei di oggi, affermando che &#8220;vivere nell&#8217;ombra dell&#8217;Olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni&#8221; - da cui le accuse di antisemitismo che lo hanno immediatamente raggiunto. Negli ultimi anni il Saramago giornalista aveva anche avviato un blog e un dialogo con i lettori - nel quale di recente aveva rivolto dure critiche anche a Berlusconi.</p>
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		<title>solidarieta&#8217; con i lavoratori greci</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 21:09:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lavoro sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre i ministri finanziari dell&#8217;Eurozona cercano di incoraggiare “una contribuzione volontaria” delle banche dei loro Paesi per far crescere gli sforzi di salvataggio per la Grecia, il governo di Atene prepara la manovra che dovrà garantire la copertura dell’enorme debito statale. Una manovra che dovrà essere varata in tutta fretta, prima del prossimo 19 maggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rifondazionecomunista.org.uk/wp-content/uploads/2010/05/atene.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-854" title="atene" src="http://rifondazionecomunista.org.uk/wp-content/uploads/2010/05/atene.jpg" alt="atene" width="230" height="283" /></a>Mentre i ministri finanziari dell&#8217;Eurozona cercano di incoraggiare “una contribuzione volontaria” delle banche dei loro Paesi per far crescere gli sforzi di salvataggio per la Grecia, il governo di Atene prepara la manovra che dovrà garantire la copertura dell’enorme debito statale. Una manovra che dovrà essere varata in tutta fretta, prima del prossimo 19 maggio, data in cui scadranno i titoli di stato emessi dalla Grecia per finanziare il debito pubblico. I dettagli dei provvedimenti non sono noti. Sono invece ben noti dove questi provvedimenti andranno a pescare le risorse economiche che dovranno far fronte all’immenso impegno finanziario: le tasche dei lavoratori. Che ovviamente non sono affatto contenti di come si stà conducendo la vicenda e si preparano alla dura contestazione. Contestazione già in atto da quando la questione del debito pubblico era esplosa nella sua vera catastrofica dimensione.<br />
Già nell’aprile scorso i lavoratori affiliati al Pame, il sindacato comunista, avevano scioperato contro il piano di austerità del governo, e insieme a loro avevano scioperato i medici che contestavano la riduzione dei fondi agli ospedali pubblici. Subito dopo era stata la volta dei dipendenti pubblici affiliati al sindacato Adedy a scendere in piazza con le stesse motivazioni . Studenti e gruppi anarchici non sono stati a guardare, anche loro hanno protestato “vivacemente” per le vie di Atene e nelle più importanti città della Grecia. Ora, con le pesanti “mazzate” annunciate dal governo la protesta crescerà non solo in quantità ma anche nei toni poiché i provvedimenti previsti non colpiranno equamente. Stipendi, tredicesime e quattordicesime, pensioni e servizi sociali dovranno assorbire tutto il colpo della manovra.<br />
I responsabili della catastrofe economica usciranno, con molte probabilità, indenni dalla vicenda. Non così i lavoratori che dovranno, purtroppo volenti o nolenti, sopportare i costi del malgoverno degli ultimi decenni e molto probabilmente anche con l’amarezza di avere subito l’ennesimo sopruso e con poche speranze di poter vedere, un domani, un po’ di giustizia. La manovra governativa non potrà essere che a lungo termine, nell’ordine di almeno cinque anni, quelli richiesti dai partner europei per coprire il più alto prestito mai concesso a uno stato.<br />
I toni della protesta sono già saliti. Ieri una bomba è esplosa in una filiale della banca Hsbc ad Atene. Un ordigno rudimentale - secondo la polizia - che ha danneggiato la facciata dell’edificio ma non ha causato ferimenti a persone. Un ufficiale della polizia ha spiegato che si è trattato “di un tipo di bomba incendiaria comunemente usato dagli anarchici.<br />
Sul versante finanziario internazionale la speculazione studia come sfruttare al meglio la situazione. Le banche mostrano riluttanza a concedere prestiti ma sanno benissimo che lo concederanno, anche a tassi “onesti” ma con condizioni fortemente vincolanti quali garanzie.<br />
L’euro intanto segna il passo con tendenza al ribasso mentre si attendono notizie dalla Spagna su questa crisi finanziaria tutta mediterranea. La linea che collega la Grecia alla Penisola Iberica passa proprio sopra l’Italia. Segno premonitore?</p>
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		<title>Videocracy (Documentary).</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 14:42:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[20:30 / 25 April 2010. Barbican Film. Barbican Centre(tickets for the event can be booked on www.barbican.org.uk).
Director Erik Gandini exposes the consequences of a Tv-experiment that Italians have been subjected to for three decades. A live interview with the film director will follow the film.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>20:30 / 25 April 2010. Barbican Film. Barbican Centre(tickets for the event can be booked on</strong> <a href="http://www.barbican.org.uk">www.barbican.org.uk</a>).</p>
<p>Director Erik Gandini exposes the consequences of a Tv-experiment that Italians have been subjected to for three decades. A live interview with the film director will follow the film.</p>
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		<title>INTERVISTA A ZIZEK SUL MANIFESTO: CRISI DEL CAPITALISMO E SPAZI PER UN&#8217;ALTERNATIVA</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 21:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La crisi del capitalismo alimenta la crescita in Europa di un inquietante e autoritario populismo che ha in Silvio Berlusconi il maggiore interprete. Ma apre anche inediti spazi per una politica che tenda al suo superamento. Un&#8217;intervista con il filosofo sloveno in occasione dell&#8217;uscita del libro «Dalla tragedia alla farsa»
Benedetto Vecchi
Slavoj Zizek è un torrente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rifondazionecomunista.org.uk/wp-content/uploads/2010/04/zizeck1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-842" title="zizeck1" src="http://rifondazionecomunista.org.uk/wp-content/uploads/2010/04/zizeck1.jpg" alt="zizeck1" width="120" height="90" /></a>La crisi del capitalismo alimenta la crescita in Europa di un inquietante e autoritario populismo che ha in Silvio Berlusconi il maggiore interprete. Ma apre anche inediti spazi per una politica che tenda al suo superamento. Un&#8217;intervista con il filosofo sloveno in occasione dell&#8217;uscita del libro «Dalla tragedia alla farsa»<br />
Benedetto Vecchi<br />
Slavoj Zizek è un torrente in piena difficile da incanalare quando parla. Inizia con estemporanee impressioni sulla vita in una città un po&#8217; metropoli un po&#8217; paesotto di provincia come è Roma e ci si ritrova, non si sa come, a Copenaghen e commentare i risultati del summit lì tenuto sul cambiamento climatico. L&#8217;intervista nasce dopo la lettura del suo nuovo libro - Dalla tragedia alla farsa, Ponte delle Grazie (pp. 205, euro 15) -, che poco o nulla concede però alla sua eclettica ricerca della provocazione sulle aporie del capitalismo contemporaneo. Scritto con stile sobrio, analizza il mondo dopo la crisi economica e la tendenza di molti governi a intervenire, attraverso il finanziamento dei debiti delle banche e delle grandi imprese finanziarie, per evitare ciò che solo fino a pochi anni fa sembrava il plot di un inimmagginabile film di fantascienza sul il crollo del capitalismo. Con il suo nuovo libro vuole tuttavia prendere le distanze dalle posizioni teoriche di molti studiosi marxisti che hanno sempre visto il neoliberismo come una parentesi che prima o poi sarebbe stata sostituita da una realtà sociale e politica più consona alle leggi economiche, concedendo così pochi spazi ai rentiers che si sono arricchiti con le follie speculative degli ultimi decenni. Per Zizek, il neoliberismo è stata invece una vera e propria controrivoluzione che ha cancellato la costituzione materiale e formale uscita dalla seconda guerra mondiale dove il capitalismo era sinonimo di democrazia rappresentativa. Agli inizi del terzo millennio, la controrivoluzione ha però finito il suo mandato, aprendo spazi a una politica radicale - Zizek, in sintonia con il filosofo francese Alain Badiou la chiama enfaticamente «ipotesi comunista» - che deve però avere il coraggio di sperimentare ordini del discorso comprensibili.<br />
Il filosofo sloveno non chiude però gli occhi sul fatto che i segnali proveniente da tutta Europa danno in ascesa proprio a una destra populista che conquista consensi laddove i partiti socialdemocratici erano tradizionalmente forti, come in Olanda, Norvegia, Svezia. E ironico è anche con i democratici e radical statunitensi, che «negli Stati Uniti, dopo aver salutato l&#8217;elezione di Obama alla Casa Bianca come un evento divino, ora si dilettano a discutere se sia politicamente più incisivo Avatar di James Cameron o The Hurt Locker di Kathryn Bigelow».<br />
In un suo articolo lei ha lanciato strali contro «Avatar», definendolo un film impolitico. Eppure nel film di Cameron ci sono forti richiami tanto alla guerra in Iraq o alla distruzione della foresta amazzonica: in entrambi i casi i cattivi sono le multinazionali&#8230;..<br />
Il film di James Cameron è piacevole, divertente, un&#8217;opera innovativa dal punto di vista dell&#8217;uso delle tecnologie digitali. Non sono però convinto di quanto sostengono quei critici radicali che negli Stati Uniti sono chiamati l&#8217;ala marxista di Hollywood. Hanno scritto che Avatar mette in scena la lotta di classe e la lotta dei poveri contro i ricchi per autodeterminare la loro vita. C&#8217;è un pianeta, Pandora, che viene invaso da truppe mercenarie al soldo delle multinazionali per essere depredato delle sue risorse naturali, mettendo così in pericolo il millenario equilibrio che i viventi hanno stabilito con il lussureggiante ecosistema. Possiamo certo stabilire analogie con quanto le multinazionali e i paesi imperialisti fanno con la foresta amazzonica o con l&#8217;Iraq o con tutte quelle realtà dove sono ci sono fonti energetiche e materie prime fondamentali per la produzione della ricchezza. Nel film, gli aborigeni di Pandora, in nome di una visione olistica del rapporto con la natura, si oppongono al capitalismo, vincendo alla fine la loro battaglia. Ma la natura è un prodotto culturale che cambia con il mutare dei rapporti sociali.<br />
Gli esseri umani hanno sempre attinto dalla natura i mezzi per vivere e riprodursi come specie. Ma così facendo, hanno trasformato la natura. Non è quindi tornando a un&#8217;idealizzata età dell&#8217;oro, come invece propone James Cameron, che si può sconfiggere il capitalismo. Avatar è pura fantasy, affascinante certo, ma sempre di fantasy si tratta.<br />
Lei ha spesso sottolineato che il populismo sia una malattia del Politico. Non le sembra invece che il populismo, più che una malattia, sia la forma politica che meglio di altre si addice al capitalismo contemporaneo?<br />
Fino a una manciata di anni fa veniva affermato che il capitalismo era sinonimo di democrazia nella sua forma liberale, fondata sulla tolleranza, il multiculturalismo e il politically correct. Ora, invece, assistiamo a forze o leaders politici che invocano la mobilitazione del popolo per combattere i nemici dello stile di vita moderno. Il filosofo argentino Ernesto Laclau ha analizzato a fondo la logica del populismo, sostenendo che ne esiste una variante di sinistra e una variante di destra. Compito del pensiero critico consisterebbe nell&#8217;evitarne la deriva a destra. Non sono d&#8217;accordo con questa posizione. In primo luogo, il populismo è sempre di destra. Inoltre il popolo è, come la natura, un&#8217;invenzione. Laclau ritiene che per farlo diventare realtà occorre immaginare un universale che racchiuda e superi le differenze al suo interno. Da qui la necessità di individuare un nemico che impedisce la costituzione del popolo. Non è un caso quindi che la forma compiuta del populismo sia l&#8217;antisemitismo, perché indica un nemico che vive tra noi. Lo stesso fanno i populisti contemporanei quando indicano nei migranti la quinta colonna tra noi.<br />
D&#8217;accordo con lei che il populismo indirizza il conflitto verso nemici di comodo per occultare il regime di sfruttamento del capitalismo. Questo vuol dire che occupa uno spazio politico abbandonato, ad esempio, dalla sinistra. Come rioccupare dunque quello spazio?<br />
Walter Benjamin ha scritto che il fascismo emerge laddove una rivoluzione è stata sconfitta. Un concetto che applicato alla realtà contemporanea spiega il fatto che il populismo emerge quando l&#8217;ipotesi comunista, che non coincide con il socialismo reale, è stata cancellata dalla discussione pubblica. Nel frattempo, nel tollerante capitalismo contemporaneo assistiamo a campagne mediatiche contro i migranti, perché attentano alla nostra sicurezza. Oppure siamo stati storditi da intellettuali che, come Bernard Henri-Levy, discettano a lungo sulla superiorità della civiltà occidentale e sul pericolo del rappresentato dal fondamentalismo islamico, qualificato come islamo-fascismo. Credo tuttavia che ci siano forti punti di contatto tra l&#8217;ideologia liberale e il populismo: entrambi sono pensieri politici che ritengono lo stile di vita capitalistico occidentale come l&#8217;unico mondo possibile. I liberali, in nome della superiorità della democrazia, i populisti in nome dell&#8217;unico stile di vita che il popolo si dà. Ci sono anche differenze. I liberali sono per imporre, anche con le armi, la democrazia e la tolleranza a chi democratico e tollerante non è; i populisti vogliono invece annichilire con forme soft di pulizia etnica le diversità culturali, sociali, di stile di vita. Può prevalere la democrazia liberale o il populismo a seconda delle specificità locale del capitalismo. Il populismo è quindi una delle forme politiche del capitalismo globale, ma non è l&#8217;unica. Anche se devo dire che il vostro Silvio Berlusconi, spesso giudicato come un guitto o un personaggio da operetta, è invece un leader politico da studiare con attenzione, perché cerca di coniugare democrazia liberale e populismo.<br />
Silvio Berlusconi sta tuttavia accelerando una tendenza presente in tutto i sistemi politici democratici. Il suo operato punta infatti a modificare l&#8217;equilibrio dei poteri - legislativo, esecutivo, giudiziario - a vantaggio dell&#8217;esecutivo, in maniera tale che sia l&#8217;esecutivo sussuma sia il potere legislativo che quello giudiziario, ma senza cancellare i diritti civili e politici. Le elezioni sono considerate solo un sondaggio sull&#8217;operato dell&#8217;esecutivo. Se Berlusconi le perde, invoca allora la sovranità popolare da lui rappresentata. La forma politica che propone è sì una miscela tra democrazia e populismo, sebbene la sua idea di democrazia sia una democrazia postcostituzionale che fa dell&#8217;invenzione del popolo il suo tratto distintivo. Tutto ciò rende l&#8217;Italia, più che un paese anomalo, un inquietante laboratorio politico dove viene sviluppata una democrazia postcostituzionale. Da questo punto di vista, in Italia si sta costruendo il futuro dei sistemi politici occidentali&#8230;<br />
Cosa intende per postcostituzionale?<br />
Una democrazia che fa carta straccia della antica divisione e equilibrio tra potere esecutivo, legislativo e giuridico. Equilibrio dei poteri definito da tutte le costituzioni europee e dal «Bill of Rights» statunitense&#8230;..<br />
In Europa tutto ciò è chiamato postdemocrazia. Certo, Silvio Berlusconi vuole superare la democrazia rappresentativa che abbiamo conosciuto nel capitalismo. Per questo è un leader politico che più di altri, penso al presidente francese Nicolas Sarkozy, ha una vision molto più chiara della posta in gioco nel capitalismo. Questo vuol dire che è più pericoloso di altri esponenti della destra europea o statunitense. Non ci troviamo quindi di fronte a un personaggio da operetta, che va a donne e promulga leggi ad personam. C&#8217;è anche questo. La tragedia presenta sempre momenti da operetta. C&#8217;è però tragedia quando si manifestano conflitti radicali, dove non c&#8217;è possibilità né di mediazione né di salvezza. Sarà quindi interessante vedere come evolverà la situazione italiana, che non rappresenta, e su questo sono d&#8217;accordo con lei, un&#8217;anomalia, ma un laboratorio politico il cui esisto condizionerà tantissimo il futuro politico dell&#8217;Europa. In Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Francia, Inghilterra ci sono infatti forze politiche populiste che raccolgono sempre più consensi elettorali grazie alle campagne antimigranti che conducono, ma non hanno quella radicalità che presenta la situazione italiana.<br />
Detto questo non bisogna però sviluppare una visione apocalittica della realtà, Certo, c&#8217;è una guerra civile strisciante nelle società capitaliste; l&#8217;inquinamento ambientale ha raggiunto i livelli di guardia, la democrazia è ridotta a un simulacro, eppure non tutto è perso. Anzi come dimostra la recente crisi economica, quando tutto sembra perso si aprono spazi per un&#8217;azione politica radicale, che io chiamo comunista. Prendiamo il recente summit sull&#8217;ambiente tenuto nei mesi scorsi a Copenaghen. L&#8217;esito finale più che avere un esisto deludente è stato un disastro politico. Ci sono proposte, sconfitte nei lavori del summit, che indicano nella salvaguardia dell&#8217;ambiente una delle priorità per salvare il capitalismo. Potremmo pensare a un&#8217;alleanza tattica con chi le porta avanti. La crisi economica ha inoltre richiesto un&#8217;intervento dello stato per salvare dalla bancarotta imprese, banche e società finanziarie. Ma questo ha significato che il tabù sulla pericolosità dell&#8217;intervento regolativo dello stato è stato infranto. Questo potrebbe rafforzare i socialisti, cioè coloro che puntano a una redistribuzione del reddito e del potere. Non è la politica che io amo, ma apre spazi a proposte più radicali. In altri termini, ritorna forte l&#8217;idea comunista di trasformare la realtà. Ciò che propongo non è un mero esercizio di ottimismo della ragione, bensì la consapevolezza che ci sono forze e rapporti sociali che possono essere liberati dalla camicia di forza del capitalismo. CONTINUA|PAGINA11 Toni Negri e Michael Hardt pensano che accentuando le caratteristiche del capitalismo postmoderno si creino le condizioni per il governo del comune, cioè del comunismo grazie a quelle che definisco le virtù prometeiche della moltitudine. Più realisticamente penso che occorre organizzare le forze sociali oppresse per un&#8217;azione praticabile nel presente e nell&#8217;immediato futuro.<br />
Lei scrive, in sintonia con Alain Badiou, che il comunismo è un&#8217;idea eterna. Una politica «comunista» deve tuttavia ancorarsi a un&#8217;analisi dei rapporti sociali di produzione e delle forme che essi assumono in una contingenza storica. Si può essere d&#8217;accordo o in dissenso con le tesi di Negri e Hardt sul capitalismo cognitivo, ma i loro scritti segnalano proprio questa necessità. Altrimenti, il comunismo diventa una teologia politica, non crede?<br />
Non credo che, come fanno Hardt e Negri, che con lo sviluppo capitalista le forze produttive entrino, prima o poi, in rotta di collisione con i rapporti sociali di produzione. Occorre infatti agire politicamente affinché ciò accada. È questa l&#8217;eredità di Lenin che non potrà mai essere cancellata. Usciamo però fuori dai sacri testi e guardiamo al capitalismo reale. Esiste certo uno strato di forza-lavoro cognitiva, ma anche . chi continua a lavorare in fabbrica e chi, come i migranti, sono ridotti in una condizione di sottomissione servile nel processo lavorativo. Per non gettare nella discarica della storia questi «esclusi» o «marginali», serve cioè una forte immaginazione politica per ricomporre e unire i diversi strati della forza-lavoro. La teologia è sempre affascinante, ma quando dico che l&#8217;idea comunista è eterna mi riferisco al fatto che è una costante della storia umana la tensione a superare le condizioni di illibertà e sfruttamento. Per questo, il comunismo torna sempre, anche quando tutto faceva prevedere che fosse rimasto definitivamente sepolto sotto le macerie del socialismo reale.</p>
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		<title>La sconfitta della Regionali 2010.</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 17:07:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LA SCONFITTA DELLE REGIONALI. IL DIBATTITO E&#8217; APERTO
mercoledì 31 marzo 2010
da www.federazionedellasinistra.it
“Non è la Francia”, titola Liberazione del martedì successivo la cocente sconfitta delle regionali. Alle elezioni del 28 e 29 marzo, constata infatti il quotidiano del Prc, “L’astensione non remunera la sinistra”. Anzi: la mazzuola ancora una volta, in linea con l’andamento incessante di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA SCONFITTA DELLE REGIONALI. IL DIBATTITO E&#8217; APERTO<br />
mercoledì 31 marzo 2010<br />
da www.federazionedellasinistra.it<br />
“Non è la Francia”, titola Liberazione del martedì successivo la cocente sconfitta delle regionali. Alle elezioni del 28 e 29 marzo, constata infatti il quotidiano del Prc, “L’astensione non remunera la sinistra”. Anzi: la mazzuola ancora una volta, in linea con l’andamento incessante di tutto l’ultimo quindicennio. Così smentendo le aspettative di quanti stavolta pronosticavano che la tendenza astensionista si sarebbe invece rivoltata contro la destra berlusconiana, specialmente a causa delle scalmanata intemperanza del cavaliere contro l’esclusione di alcune liste, per il cui salvataggio il governo si è ingegnato pure a approntare un contestatissimo decreto ad hoc.</p>
<p>No, l’Italia proprio “non è la Francia”. All’opposto di quanto accaduto Oltralpe appena due settimane prima, infatti, le elezioni regionali hanno fatto registrare una brillante affermazione del governo di destra; del suo leader Silvio Berlusconi, che ne ha fatto una volta di più un referendum sulla sua persona, e dell’alleato leghista. Per niente penalizzati, anzi avvantaggiati, dall’astensionismo a totale discapito del centrosinistra e della sinistra.</p>
<p>Tempo di riflessioni, quindi, per la sinistra tutta: per i dirigenti e per il popolo di sinistra. Tempo di analisi, commenti, osservazioni, interventi, critiche, valutazioni, giudizi, proposte, progetti: anche nel modo più impietoso, purché onesto e sincero (costruttivo mi pare invece un termine da evitare per non scadere nel ridicolo). </p>
<p>Lo scorso 14 marzo, in occasione del primo turno per il rinnovo dei 26 consigli regionali in cui è suddiviso il territorio francese, la partecipazione al voto si è fermata al 47%. Ma l’astensione ha colpito proprio il presidente Nicholas Sarkozy, favorendo le forse di opposizione in tutte le loro articolazioni.</p>
<p>Il raffronto con le elezioni d’Oltralpe risulta quindi doppiamente utile. Anche per alcune similitudini che ci sono tra i due paesi, ambedue governati da una destra liberista e afflitti dagli effetti crisi economica e sociale. Pur tendendo conto delle debite differenze che ci sono soprattutto dal punto di vista dell’articolazione amministrativa e del sistema elettorale (che in Francia è a doppio turno), il confronto tra le due elezioni regionali da un lato evidenzia la straordinaria capacità di rimonta e di vittoria propria di Berlusconi – spudorato anche nel non lasciare neanche uno spillo alla propria destra, a differenza del liberale Sarkò –, e che ormai non dovrebbe neanche più sorprendere; dall’altro rimarca le difficoltà del centrosinistra, e della sinistra in particolare, rispetto a quanto avviene dall’altra parte del traforo del Montebianco ma non solo.</p>
<p>Offriamo perciò una sintesi dei risultati affinché chi legge possa farsi una prima idea, ma anche i link alle tabelle utili a un’analisi più approfondita.</p>
<p>Questo il riepilogo del voto francese. Il Partito socialista ottiene il 30% dei consensi, mentre l’Ump di Sarkozy si ferma al 26,7%. Europe Ecologie (i Verdi di Daniel Cohn-Bendit) raggiunge il 13,3%, il Front de Gauche (presente in sole 17 regioni su 26) raggiunge il 6%, il Nouveau parti anticapitaliste arriva al 2%, mentre Lotte Ouvrière si ferma al 1,3%. Il Mouvement démocrate ottiene il 4%, mentre torna in pista (guidato dalla figlia di Jean Marie Le Pen, Marine) il Front National col 12% di cui in precedenza Sarkò aveva assorbito gran parte dei consensi.</p>
<p>Il raffronto col riepilogo dei risultati nelle 13 regioni italiane è davvero impietoso. Per quanto riguarda l’area genericamente di centrosinistra, Il Pd è al 26,1%, l’Idv al 6,9%, Pannella-Bonino allo 0,6%, le liste civiche collegate al centrosinistra ottengono il 2,8%; Lo Sdi è allo 0,4%, il Nuovo Psi allo 0,2%, i Verdi allo 0,6%. Al centro, l’Alleanza per l’Italia (quella di Rutelli e Tabacci) è allo 0,5%, l’Udc al 5,6%, l’Udeur allo 0,6%, l’Alleanza di centro-Dc (centristi della Campania) allo 0,5%.</p>
<p>Per quel che riguarda la destra, il Pdl flette al 26,8%, ma Lega nord cresce fino 12,3%, La Destra (di Francesco Storace) è allo 0,7%, Forza Nuova lo 0,1%. Il Partito dei Pensionati prende lo 0,5%; le diverse liste civiche collegate alla destra arrivano al 7,3%.</p>
<p>Fuori dai ranghi, il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo ottiene in media sulle 13 regioni l’1,7%, ma con alcune affermazioni significative, come l’Emilia e il Piemonte.</p>
<p>Infine la sinistra. La Federazione della Sinistra ottiene il 2,8% (il 2,2% più lo 0,6% della bicicletta con i Verdi in Puglia); Sinistra, ecologia e libertà raggiunge il 3% (il 2,1% più lo 0,7% della lista con il Psi in Calabria e lo 0,2% della lista con associati i Verdi in Emilia).</p>
<p>Il confronto a livello riepilogativo con le precedenti tornate elettorali regionali, europee e politiche è disponibile al seguente tabella – http://www.federazionesinistra.it/elettorale/files/scheda_riepilogo_regionali.pdf</p>
<p>Per quel che riguarda invece la Federazione, il confronto regione per regioni con le tornate precedenti e il voto europeo dello scorso anno è a quest’altro indirizzo – http://www.federazionesinistra.it/elettorale/files/riepilogo_confronto.pdf</p>
<p>Questo non è che un breve riepilogo. Adesso la parola ai lettori e gli utenti del sito e ai loro commenti, augurandoci che questo serva a realizzare uno spazio di discussione aperto, franco e utile.</p>
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		<title>Parigi, Atene addesso Roma viene</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 21:49:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Voto in Francia, batosta per Sarkozy La sinistra stravince con il 54,3
Le Regionali in Francia si sono rivelate una vera e propria batosta per Sarkozy. Secondo i primi exit poll la sinistra stravince con il 54,3%, la destra si ferma al 36%, all&#8217;8,7% il Front Nazional: è quanto risulta da un sondaggio della Opinionway. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voto in Francia, batosta per Sarkozy La sinistra stravince con il 54,3<br />
Le Regionali in Francia si sono rivelate una vera e propria batosta per Sarkozy. Secondo i primi exit poll la sinistra stravince con il 54,3%, la destra si ferma al 36%, all&#8217;8,7% il Front Nazional: è quanto risulta da un sondaggio della Opinionway. La regione Alsazia resta al centrodestra: la lista UMP-NC guidata da Philippe Richert ha raccolto il 47,1% dei voti al secondo turno delle regionali in Francia. È una delle poche consolazioni per il centrodestra del presidente Nicolas Sarkozy in un voto che ha visto a livello nazionale l&#8217;associazione di socialista ed ecologisti ottenere oltre il 54% dei voti secondo i sondaggi. Conservare l&#8217;Alsazia, tradizionalmente un bastione conservatore in Francia, era la condizione indispensabile per la destra di governo per evitare la disfatta completa in queste elezioni di metà mandato. L&#8217;altra regione che sfugge all&#8217;onda rosa, pur se politicamente molto meno significativa dell&#8217;Alsazia, è La Reunion, isola dell&#8217;Oceano indiano governata fino ad oggi dal Partito comunista.</p>
<p>Il segretario socialista «Stasera i francesi hanno respinto una politica ingiusta, fatta di regali fiscali per i più privilegiati a detrimento della lotta alla disoccupazione e al sostegno al settore pubblico»: lo ha detto il segretario socialista, Martine Aubry, nel primo commento ai risultati del secondo turno delle regionali francesi. «I francesi hanno fatto una scelta a favore della sinistra - ha proseguito - per una politica che li protegga, li difenda nella vita quotidiana. Da domani saremo al lavoro per mantenere i nostri impegni, sul lavoro, per la difesa dei giovani, per le piccole imprese, per gli agricoltori». «I francesi - ha aggiunto la Aubry - hanno detto anche no alla strumentalizzazione della paura da parte del governo. Hanno parlato e devono essere ascoltati. Stasera la Francia ha chiesto di cambiare profondamente politica».</p>
<p>La destra ammette la sconfitta L&#8217;esito del secondo turno del voto regionale in Francia rappresenta un «successo per le liste<br />
della gauche. Non abbiamo saputo convincere». Lo ha detto il premier francese Francois FIllon commentando le prime stime del<br />
voto regionali. Per l&#8217;Ump, il partito di destra al potere di Nicolas Sarkozy «è una delusione», ha detto ancora Fillon, aggiungendo: «Me ne assumo tutte le responsabilità». </p>
<p>In calo l&#8217;astenssionismo: i francesi sono tornati alle urne in questo secondo turno delle regionali. Alle 17, secondo il ministero degli Interni, ha votato il 43,47% degli iscritti, 8 punti in meno rispetto al 2004 alla stessa ora (51,24%) ma 4 punti in più di domenica scorsa (39,29%).  Alle 12  il tasso di partecipazione era stato del 18,57%, contro il 16,55% della stessa occasione nel 2004 e il 16,07% di una settimana fa alla stessa ora. </p>
<p>l&#8217;Unita&#8217; 21 marzo 2010</p>
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		<title>il berlusconismo e&#8217; una tigre di carta</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 09:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[per meditare sulla  presente crisi in Italia, ecco uno stralcio di una famosa conversazione di mao tze-tung, a 60 anni dalla vittoria del popolo cinese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per meditare sulla  presente crisi in Italia, ecco uno stralcio di una famosa conversazione di mao tze-tung, a 60 anni dalla vittoria del popolo cinese</p>
<p>L’IMPERIALISMO AMERICANO È</p>
<p>UNA TIGRE DI CARTA</p>
<p>(11 luglio 1956)</p>
<p>Gli Stati Uniti innalzano dovunque il vessillo dell’anticomunismo per perseguire i loro scopi aggressivi nei confronti di altri paesi.</p>
<p>Gli Stati Uniti hanno contratto debiti dappertutto. Ne hanno verso i paesi dell’America centrale e meridionale, i paesi afro-asiatici e anche verso quelli dell’Europa e dell’Oceania. In tutto il mondo, compresa la Gran Bretagna, nessuno ha in simpatia gli Stati Uniti. Le larghe masse popolari li detestano. Il Giappone li detesta perché è oppresso dagli Stati Uniti. Tra tutti i paesi dell’Oriente non ce n’è uno che non sia vittima della loro aggressione. Hanno invaso la provincia cinese di Taiwan. Giappone, Corea, Filippine, Vietnam, Pakistan, sono tutti vittime dell’aggressione degli Stati Uniti benché alcuni di questi paesi siamo loro alleati. I popoli sono scontenti e in alcuni paesi anche le autorità siano scontente.</p>
<p>Tutte le nazioni oppresse vogliono l’indipendenza.</p>
<p>Ogni cosa è soggetta a cambiamento. Le grandi forze in disfacimento cederanno il posto alle piccole forze emergenti. Le piccole forze diventeranno grandi perché la maggioranza degli uomini esige che le cose cambino. Le forze dell’imperialismo americano da grandi diventeranno piccole, perché anche il popolo americano è scontento del suo governo.</p>
<p>Io ho visto con i miei occhi cambiamenti di questo tipo.</p>
<p><em>circolo k marx rifondazione comunista uk londra</em></p>
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		<title>Approvata controriforma sul diritto del lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 10:51:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel clamore creato dal vergognoso decreto 'salva Polverini' ( http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/7298/314/ ) il Senato ha approvato il DDL 116 B ( http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/E4890E6F-EB00-4C3C-89C3-AAAD34DBD0DC/0/collegatolavoro.pdf ) ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel clamore creato dal vergognoso decreto &#8217;salva Polverini&#8217; ( http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/7298/314/ ) il Senato ha approvato il DDL 116 B ( http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/E4890E6F-EB00-4C3C-89C3-AAAD34DBD0DC/0/collegatolavoro.pdf ) malgrado le proteste di CGIL, di alcuni dei partiti della sinistra Italiana (tra cui il nostro) e gli appelli contrari dei giuslavoristi di sinistra (ancora la maggioranza) http://magistraturademocratica.it/node/2268</p>
<p>Riportiamo il testo di un&#8217;  intervista a Pergiovanni Alleva, giuslavorista italiano,che sottolinea la gravta&#8217; di questa riforma</p>
<p>http://www.controlacrisi.org/joomla/lavoro/intervista-a-piergiovanni-alleva-pronto-il-referendum-questa-legge-e-incostituzionale.html</p>
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		<title>Un giorno senza di noi - 1 Marzo 2010 all&#8217;ambasciata italiana a Londra</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 11:32:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Support the 1st March Immigrants Strike in France, Italy and other European countries against racism and exploitation.
 “1° Marzo, una giornata senza di noi” – “1 March, a day without us” - Protest at the Italian Embassy
Monday, 1st March ,1-2pm, 14 Three Kings Yard, London W1K 4EH ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Support the 1st March Immigrants Strike in France, Italy and other European countries against racism and exploitation.</p>
<p>“1° Marzo, una giornata senza di noi” – “1 March, a day without us”</p>
<p>Protest at the Italian Embassy<br />
Monday, 1st March ,1-2pm<br />
14 Three Kings Yard, London W1K 4EH</p>
<p>Immigrant people in Italy, France and other European countries, led by African people, have called an Immigrant Strike on the 1st March 2010 to protest: racist murders and attacks; police harassment; immigration controls; severe exploitation and inhumane conditions in agriculture and other work. Whilst many of the agricultural workers are men, immigrant women, including sex workers, have also been targetted.</p>
<p>The day of action will include strikes from waged work places, from schools, universities, shopping strikes, and demonstrations in many cities. Second-generation immigrants and non-immigrant people are also part of the co-ordinating committees helping to organise this &#8220;day without us&#8221;. (For more info please go to: see this link: mainly in Italian but some info in English) <a rel="nofollow" href="http://www.primomarzo2010.it/2009/10/chi-siamo.html" target="_blank">http://www.primomarzo2010.it/2009/10/chi-siamo.html</a>).</p>
<p>Please also see the statement “Tangerines and olives don’t fall from the sky” (below) from the Assembly of African workers of Rosarno in Rome, Italy, January 2010 who on 8 January, were shot at by racists and fought back.</p>
<p>As women seeking asylum in the UK, many of us African, survivors of rape and other torture, mothers, detained without trial, destitute and facing racism in the UK, as immigrant and non-immigrant people, we are jointly organising this protest to support the 1 March Strike.</p>
<p>All African Women’s Group                   Global Women&#8217;s Strike             Payday men’s network</p>
<p>contact:aawg2002@googlemail.com; <a rel="nofollow" href="http://it.mc1136.mail.yahoo.com/mc/compose?to=womenstrike8m@server101.com" target="_blank">womenstrike8m@server101.com</a>; <a rel="nofollow" href="http://it.mc1136.mail.yahoo.com/mc/compose?to=payday@paydaynet.org" target="_blank">payday@paydaynet.org</a> Tel: (020) 7482 2496  <a rel="nofollow" href="http://www.allwomencount.net/" target="_blank">www.allwomencount.net</a>, <a rel="nofollow" href="http://www.globalwomenstrike.net/" target="_blank">www.globalwomenstrike.net</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.primomarzo2010.it/2010/02/mandarini-e-olive-non-cadono-dal-cielo.html" target="_blank">http://www.primomarzo2010.it/2010/02/mandarini-e-olive-non-cadono-dal-cielo.html</a></p>
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		<title>Richiesta arresto di Di Girolamo - Senatore PdL eletto nella Circoscrizione Europa</title>
		<link>http://rifondazionecomunista.org.uk/?p=785</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 22:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nei mille scandali che travolgono la nostra travagliata democrazia, anche uno che ci tocca piu' direttamente: le indagini nei confronti di Nicola Di Girolamo, senatore del PdL eletto nella circoscrizione Europa nelle elezioni del 2008.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i mille scandali che travolgono la nostra travagliata democrazia, anche uno che ci tocca piu&#8217; direttamente: le indagini nei confronti di Nicola Di Girolamo, senatore del PdL eletto nella circoscrizione Europa nelle elezioni del 2008.</p>
<p>Di Girolamo sarebbe implicato in un brutto affare di riciclaggio e frode elettorale, in cui sarebbero coinvolti dirigenti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, e personaggi della &#8216;ndrangeta. Secondo quanto riportato dal Corriere del 23 Feb 2010, &#8216;Tramite emissari calabresi in Germania, soprattutto a Stoccarda, l&#8217;organizzazione criminale avrebbe messo le mani sulle schede bianche per l&#8217;elezione dei candidati al Senato votati dagli italiani residenti all&#8217;estero e le avrebbero riempite con il nome di Nicola Di Girolamo. Per il senatore l&#8217;accusa è di violazione della legge elettorale «con l&#8217;aggravante mafiosa»&#8217;.</p>
<p>Noi residenti in UK ci ricordiamo dei bei &#8217;santini&#8217; elettorali stampati su carta patinata del PdL pervenutici magicamente qualche settimana prima delle elezioni di questo galantuomo della destra italiana, e che ci chiedevano il voto. Ci ricordiamo anche che dopo la sua elezione, scoppio&#8217; lo scandalo legato al fatto che Di Girolamo, al momento della sua elezione, non era residente in Belgio (pur avendo, a quanto pare, molte &#8216;amicizie&#8217; nella vicina Germania). L&#8217;indagine che ne segui&#8217;, con tanto di richiesta d&#8217;arresto da parte del GIP del Tribunale di Roma, fu messa a tacere da quegli altri galantuomini e camerati del Di Girolamo, che in Senato negarono l&#8217;autorizzazione a procedere. Riporta sempre il Corriere che &#8216;Secondo la procura esponenti politici e sostenitori di destra, o di una componente di Alleanza nazionale, avrebbero «protetto» Di Girolamo&#8217; (25 Feb 2010).</p>
<p>Pochi mesi dopo, la &#8216;promozione&#8217; di Di Girolamo a vicepresidente dell&#8217;Associazione Italiani nel Mondo, caravanserraglio delle destre Italiane all&#8217;estero.</p>
<p>Insomma, il voto della destra degli italiani all&#8217;estero e&#8217; al centro di un brutto pasticcio che puzza di crimine organizzato, corruzione, affari sporchi, truffa, e olio di ricino. Forse, dopo tutto, gli italiani all&#8217;estero - specie quelli di destra - non sono cosi&#8217; lontani dall&#8217;Italia come in molti credono&#8230;</p>
<p>il sito Wikipedia contiene un&#8217;interessante (e a tratti colorito) riassunto di questo &#8216;campione&#8217; (fasullo) dell&#8217;emigrazione italiana http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Di_Girolamo#cite_note-0</p>
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